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Conferenza di Gianfranco Preverino


Lasciamo adesso il modo della magia ed entriamo nel mondo del gioco d’azzardo, il mondo dove vivono i bari.”

Con queste parole il nostro socio Gianfranco Preverino ha aperto la sua conferenza al Ring 223, martedì 1 febbraio.

Una conferenza tanto interessante quanto ben condotta, interamente basata sul libro dello stesso Preverino “Il re dei bari” (edito da Florence Art).

Il grande successo del libro, primo e unico nel suo genere non solo in Italia ma nel mondo intero, è dovuto naturalmente all’eccezionale conoscenza che il nostro socio vanta nei confronti del mondo della cartomagia, del gioco d’azzardo e, naturalmente, dei bari e del loro universo .

Il libro è nato dalla riflessione dell’autore circa una particolare circostanza che prima o poi ogni prestigiatore finisce per vivere sulla propria pelle: quella di sentirsi dire “Con lei non giocherei mai a carte.” Oppure “Venga a casa mia che ci facciamo un pokerino e spenniamo qualche amico…”

Insomma, usando parole dello stesso Preverino “il problema è che la gente associa il mago con le carte e le carte con il gioco. Se un prestigiatore rispondesse a quella frase dicendo che non conosce nulla sull’argomento, la risposta sarebbe controproducente: agli occhi del pubblico si tratterebbe di una delusione riguardo le capacità che lui attribuiva al prestigiatore.”

Durante la conferenza, Gianfranco ha mostrato e spiegato una decina di effetti che definire “magici” non sarebbe del tutto corretto in quanto appunto, stando alle parole del nostro conferenziere, i bari vivono a metà strada tra la magia (lo straordinario) e il gioco (l’ordinario).

Un effetto di gioco d’azzardo tocca quindi maggiormente il cuore di uno spettatore perché il campo in cui ci si muove è più vicino alla sua familiarità, alle sue conoscenze e dunque lo mette a proprio agio. Questo non vuol dire naturalmente che durante la serata siano mancati gli effetti magici, anzi! Diversi effetti proposti da Gianfranco terminavano proprio con un finale magico, con lo scopo di riportare lo spettatore nel contesto della prestigiazione.

Sarebbe bello poter descrivere tutti i numeri proposti dal nostro socio nella sua conferenza ma per limite di spazio (oltre che per rischio mio di annoiarvi non rendendo giustizia alla bravura del conferenziere…) mi limiterò a riportarne tre, quelli che personalmente ho trovato più entusiasmanti.

Il primo, “Poker con dieci carte” rientra nell’ ambito del duello tra due giocatori. Il mago, o meglio, il baro gioca contro un singolo avversario qualche mano a Poker utilizzando solo dieci carte. L’avversario taglia le carte, le mescola, le distribuisce ma ciò nonostante è sempre il nostro baro a vincere. Grandioso finale in cui al “pollo” è consentito persino di barare apertamente nell’ultima mano a telesina (una carta coperta e quattro scoperte) scambiando un numero qualsiasi delle proprie carte con quelle del baro ma scoprendo che anche quest’ultima sua scelta porta inevitabilmente ancora una volta alla sua sconfitta e alla vittoria del baro.

Il secondo effetto, a mio parere incredibilmente affascinante, è la cosiddetta “Mano del Morto”.

Ricostruendo alla perfezione il clima di un antico saloon con tanto di musica, Gianfranco ha raccontato la tragica fine del grande pistolero Wild Bill Hickok, ucciso alle spalle con un colpo di pistola mentre giocava a Poker. Le carte che in quel momento teneva in mano (due Assi e due Otto neri) sono da allora conosciute come “la mano del morto”, tant’è che ancora oggi i giocatori più superstiziosi abbandonano la partita se ricevono proprio quelle carte.

Con l’aiuto di un assistente, Preverino ha ricostruito quella leggendaria partita, facendo innanzitutto inserire nel mazzo di carte una vecchia foto di Wild Bill .Distribuite quattro mani, nel momento in cui lo spettatore che impersona il leggendario pistolero gira l’ultima carta rivelando la mano del morto uno sparo di pistola rompe la musica. Niente paura, tutti stanno bene…ad eccezione della vecchia foto di Wild Bill che ora magicamente mostra in testa il foro del proiettile letale.

Un grandioso effetto con un finale magico impreziosito dal clima accattivante e dall’abilità tecnica e narratoria di Gianfranco.

Infine non poteva mancare il gioco d’azzardo più conosciuto dai maghi, ovvero il celeberrimo “Gioco delle Tre Carte.”

Questa routine, di certo conosciuta ed eseguita almeno una volta da tutti i prestigiatori è stata modificata da Gianfranco che ha aggiunto un finale magico nonché diverse sottigliezze verbali, psicologiche e tecniche per rendere l’effetto ancora più incredibile.

Insomma, una bella serata in cui il nostro socio ha saputo trasportarci con bravura, competenza ma soprattutto tanta tanta passione nell’affascinante e misterioso mondo dei bari e del gioco d’azzardo.

Concludo con una bella citazione presa dal “Re dei Bari” che mi sembrava perfetta per riassumere il clima che si è respirato al Ring 223 martedì 1 Febbraio:


“Un tempo fui giocatore, oggi preferisco l’adulazione degli applausi al giocar con vantaggio. Trasformo le tecniche del baro in arte.”


(René Lavand)


Ancora tanti complimenti a Gianfranco per il grande lavoro svolto e naturalmente per la bella conferenza che ci ha regalato.

Alla prossima!


                                                                                                                             


Simone Riva




 
I.B.M. RING 223 di Milano  - Codice Fiscale: 97647770151
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presso "La Bottega delle Idee"
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